Quando la comicità italiana raggiunge vette assolute: "Amici miei" di Mario Monicelli non è solo il film delle zingarate e delle supercazzole, ma un'opera che ha saputo fotografare l'anima di un'Italia in bilico tra boom economico e vuoto esistenziale.

Cinque amici fiorentini - Ugo Tognazzi, Gastone Moschin, Philippe Noiret, Duilio Del Prete e Adolfo Celi - ci regalano una lezione magistrale su come il riso possa nascondere la disperazione, su come la goliardia diventi l'ultimo rifugio contro la paura di invecchiare.

Un film che ha inventato parole entrate nel nostro vocabolario quotidiano, che continua a farci ridere e piangere a distanza di oltre cinquant'anni, che rappresenta il vertice assoluto della commedia all'italiana. Monicelli dirige con quella sapienza artigianale che oggi sembra perduta, mescolando cattiveria e tenerezza in un equilibrio perfetto. Un capolavoro immortale da riscoprire e amare, risata dopo lacrima.